Canta rabbia Gorizia-Siria

“Miei ragazzi, ho pensato: mi piacerebbe che il canto della nostra rabbia fosse “Gorizia”. È un canto nato sulle trincee, è stato tramandato da chi lo aveva appreso direttamente dai soldati. Uno dei primi canti di rabbia vera contro la guerra inutile e contro i potenti che ti mandano a morire per i loro sporchi giochetti. Per quel pezzetto di terra, in quella battaglia, sono morti più di 40.000 soldati. La canzone era bandita, ovviamente. Chi veniva trovato a cantare “Gorizia” in quei giorni poteva rischiare anche la fucilazione. Le frasi del testo sono difatti molto aggressive e, allo stesso tempo, commoventi.

Inoltre – questo rende “Gorizia” ancora più forte – negli anni sessanta il “nuovo canzoniere italiano” partecipò al Festival dei due Mondi con questo canto e fu censurato, subì la protesta dei fascisti e, soprattutto, si beccò una denuncia per vilipendio delle Forze Armate da parte dello stato italiano.
Frasi come “Gorizia, tu sei maledetta per ogni cuore che sente coscienza…” oppure “vigliacchi che voi ve ne state con le mogli sui letti di lana, schernitori di noi carne umana, questa vita ci insegni a punir…” la fanno toccare la rabbia, no?

Per tutti questi motivi a me piacerebbe lavorare su questo canto. Tante rabbie diverse e mi sembra possa ispirare anche azioni performanti (performatiche, perfòrmiche, per formiche…) collettive. Che ne dite?”

(Da una mail interna del Collettivo)

Contro la guerra, ogni guerra. La rabbia più antica e motivata che si sposa alla ribellione.